«Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei!»
Catching Elephant is a theme by Andy Taylor
(Fonte: roxas-minus-x)
Forse per me è troppo difficile, forse non è una cosa adatta a me. Io ci provo, ci provo veramente a rispettare i suoi spazi, ma non ce la faccio a passare ogni sera in questo modo, lui davanti alla play-station e io di conseguenza che finisco a passare il tempo davanti a uno stupido computer, quando dopo una stra cazzo di giornata di scuola, con tanto di pomeriggio di studio, l’unica cosa che vorrei e stare con lui, abbracciati, magari a guardare un film o anche semplicemente a parlare o qualsiasi altra fottutissima cosa che non preveda quei fottuti videogiochi, internet o quant’altro, ma invece non è così. E mi ritrovo a scrivere davanti a uno schermo, con un mal di testa atroce e le lacrime che sembrano voler scendere a ogni costo. E non posso dire nulla, perchè sarebbe ingiusto nei suoi confronti, questo è il suo passatempo e io dovrei accettarlo, ma non sono sicura di esserne capace.
Sono sempre stata un problema, mi sono sempre sentita tale, un qualcosa di sbagliato, un errore che non si può correggere e più il tempo passa più ne sono convinta, più ceco di sistemare le cose o di migliorare più sbaglio in continuazione. “I know how you look ino a mirror and hate what you see”, vorrei essere diversa, vorrei essere perfetta per gli altri, vorrei fare almeno qualcosa di giusto nella mia vita, cosa che fin’ora non ho mai fatto. Vorrei potermi alzare un giorno, guardarmi allo specchio e dire sì, sono soddisfatta di me, gli altri sono fieri di me e sono felici e lo sono anche io, ma non è mai così e dubito lo sarà mai, ogni volta che mi guardo non vedo nulla di positivo, a partire dall’aspetto fisico e poi tutto il resto, non una cosa va bene in me, ne sono consapevole eppure non riesco a cambiare, non in meglio almeno, più passa il tempo più peggioro. Non so neanche più da quanto non riesco ad essere pienamente felice, le ultime foto dove vedo di essere tranquilla, senza pensieri troppo cupi, dove vedo dei veri sorrisi, senza lacrime nascoste dietro essi, quelle foto risalgono alle elementari; da li in poi è stato sempre un peggiorare di giorno in giorno, più cercavo, più cerco di risalire più scivolo e a forza di scivolare si impara a convivere con tutto questo. Più si scivola, più ci si abitua al buio, alla solitudine, ci si trova meglio da soli, lontani da tutti e anche stando con le persone non fai altro che sentirti solo, ci si abitua a vedere che non sarai mai giusto, okei, ci si rende conto di avere qualcosa di sbagliato all’interno e a non trovare nemmeno più la forza e la voglia di sorridere, di trovare una motivazione per andare avanti. L’unica cosa di cui si ha bisogno e si vuole è starsene da soli e non pensare e a forza di pensare non si fa altro che peggiorare le cose e si finisce col farsi del male, se ne avverte il bisogno, per smetterla di pensare, per far tacere quella voce che non fa altro che ripeterti quanto sbagliato tu sia, quanto tu sia fuori posto, inutile e insignificante, come se tutto questo non lo sapessi già. E dopo tutti questi anni, di notti passate a piangere, notti insonni, di finti sorrisi che nascondono le lacrime, di occhiaie nascoste dal trucco o di crolli, di crisi di nervi e pianto, scusate con un:”È un periodo un po’ così e dormo poco, ma tra poco passa.”; dopo anni di tutto questo e altro ancora non è passato proprio nulla, anzi è sempre peggio.
“Excuse me, which level of hell is this?”